domenica 1 maggio 2011

NOI PRECARI SIAMO LA VERGOGNA DEL PRIMO MAGGIO

Riproponiamo un post scritto lo scorso anno perchè sul fronte del precariato non vediamo nessun cambiamento, sopratutto da parte degli stessi lavoratori precari, pigri, immobili e volutamente inconsapevoli del funesto destino che li attende:


Oggi è il primo maggio. Molti lavoratori lo festeggiano ma pochi ancora ne conoscono il vero significato.

Il primo maggio è il ricordo delle manifestazioni soppresse nel sangue dei lavoratori di Chicago del 1886.

Il primo maggio è l’idea della Seconda internazionale di Parigi del 20 luglio del 1889 di una grande manifestazione unitaria da tenersi in tutto il mondo da tutti i lavoratori del mondo contemporaneamente.

Il primo maggio in Italia è il 1947 con la strage di Portella della Ginestra in cui gli uomini di Salvatore Giuliano sparano sulla folla durante il comizio.

Il primo maggio è stato lacrime e sangue di tutti i lavoratori. Il primo maggio è stato lotta per lavorare 8 ore invece di 12 e per raggiungere condizioni ed un salario migliori. Il primo maggio è stato sacrificio e consapevolezza di combattere per propri diritti e per quelli delle generazioni a venire. Il primo maggio è stato unità di tutti i lavoratori del mondo.

Oggi il primo maggio si festeggia per onorare questi lavoratori che hanno lottato e perso la vita per i nostri diritti. Si dovrebbe anche festeggiare per ricordare quanto è dura la lotta che porta a conquistarsi la propria dignità, il proprio futuro, la propria vita.

Ma noi in quanto lavoratori precari non siamo assolutamente degni di questa ricorrenza. Noi non abbiamo minimamente lottato per i nostri diritti; noi non abbiamo fatto sacrifici per riconquistarli; noi non abbiamo mosso un solo dito contro chi ci costringeva all’umiliazione alla povertà e allo sfruttamento. Pecore pigre e rassegnate alla schiavitù. Schiavi felici di essere schiavi, questo siamo diventati. E dovremmo onorare il primo maggio?

NOI SIAMO LA VERGOGNA DEL PRIMO MAGGIO. Il primo maggio dovremmo chiuderci in casa e non farci vedere da nessuno. Restare attaccati al computer a chattare e cazzeggiare, l’unica cosa che sappiamo ancora fare bene. Bruciare il nostro tempo in battaglie virtuali, che a nulla servono nella realtà, mentre i poteri forti continuano a fotterci il futuro. Come riusciremo a guardare i nostri figli negli occhi quando ormai sarà troppo tardi per reagire e li avremo condannati ad un futuro di desolazione?

Possiamo, però, ancora rimediare. Oggi possiamo ancora ridare significato al primo maggio, alle lotte e ai sacrifici dei lavoratori di tutto il mondo.

Oggi è venuta l’ora di svegliarsi e lavorare assieme per eliminare il lavoro precario una volta per tutte. Noi lo stiamo facendo; stiamo cercando di unire in un unico movimento politico non ideologico tutti i lavoratori precari e tutti coloro che credono che il precariato sia una bestemmia. Aiutateci a far crescere il nostro movimento affinché tutti i precari possano sapere che c’è ancora una speranza per uscire dal tunnel del lavoro a chiamata. Perché solo se riusciremo a unirci tutti potremo veramente sperare di riappropriarci dei diritti che ci hanno rubato e riscattare la nostra dignità di lavoratori di fronte a coloro che hanno combattuto per il nostro futuro e finalmente ritornare degni di festeggiare il primo maggio.

Clicca sul link in alto a destra del sito e diventa un nostro attivista. Insieme nessuno potrà fermarci.


Grazie per l’attenzione

Lo staff di

Aboliamo il lavoro precario


PS

Quando i sindacati cominceranno a pensare meno ai concerti e più ai diritti dei lavoratori forse potranno ritornare degni del compito che si sono dati.

5 commenti:

  1. Anche fino a quando UN SOLO lavoratore PRECARIO sarà in causa con la CGIL o altro sindacato:http://licenziatidallacgil.blogspot.com/2011/04/occupato-il-nidil-cgil-nazionale-da.html

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  2. I precari sono l'anomalia di ciò che festeggia il 1°maggio, ma non la vergogna. Quest'ultima è prerogativa della politica, che non ha come centralità una politica dei giovani; vergogna è di chi pensa che il precariato sia solo un male da combattere e non una forma"voluta" e mantenuta dal capitale; vergogna è di chi pensa al precario per motivi meramente ideologici e non come un crimine contro la persona; vergogna è di chi non fa niente davanti alla distruzione di un'intera generazione. Ai giovani mi sento solo di dire che il futuro ve lo potete solo conquistare e non sperate che ci sia qualcuno che pensa a voi. Voi potete decidere del vostro futuro...solo voi!

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  3. Anch'io sono una precaria. Ma non mi riconosco nel fatto di cazzeggiare e stare davanti al computer a non fare niente. Chi è precario lavora magari anche di più, ma con assolutamente zero tutele. Credo che sia ora di finirla con i vittimismi e sono d'accordo con idelbo quando dice che il futuro dobbiamo costruircelo noi, rimboccandoci le maniche e magari inventandocelo un lavoro, che magari ci dà anche più soddisfazione del posto fisso.

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  4. Troppo facile dire: "dobbiamo inventarcelo noi un lavoro...". Ma se l'unico lavoro che ci permetto di fare è "sfruttamento" e l'unico pane che ci permettono di mangiare è "pietra" che cosa possiamo ancora inventarci?
    Vittimisti noi? Noi siamo realisti e raccontiamo la verità!
    Vittima è colui che accetta il lavoro precario, come unico modo di guadagnarsi il pane quotidiano. Vittima stupida e inconsapevole.
    Chiedi a chi è precario da 10 e più anni, ha 50 anni e l'azienda magari ha deciso di non rinnovargli il contratto. Chiedi a questa gente che ha famiglia e un mutuo da pagare di inventarsi un lavoro.
    Qua non bisogna inventare proprio nulla. Qua bisogna solo riguadagnare i diritti più che giusti ad un lavoro che permetta di non essere ricattato ogni giorno e di vivere dignitosamente!
    Tutto il resto è fuffa!!!

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  5. inserire contratto retributivo minimo mensile di 1000 £
    per cki lavora 40 ore settimanali.
    valevole per ogni tipo di contratto.
    tanto e solo una lotta per lavori sottopagati.
    e mi raccomando comprate made in italy o eu .

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Cosa può fare un lavoratore precario?