martedì 26 aprile 2011

I TEMPI SONO MATURI

E’ passato un anno e mezzo da quando un ruppetto di precari con esperienze di vita comune decise che era ora di finirla di lamentarsi, protestare, piangersi addosso o compiere quelle azioni, se vogliamo autolesioniste, che hanno un’utilità pari a zero nella lotta contro il lavoro precario, ed era venuta l’ora di agire nell’unico e solo modo utile per eliminare una volta per sempre il precariato: unire tutti i precari d’Italia di tutte le tipologie lavorative e creare una nuova forza politica non ideologica con lo scopo di portare dei rappresentanti in Parlamento affinché si potesse ricattare qualsiasi (e ribadiamo qualsiasi) coalizione di governo che volesse il nostro appoggio con, per averlo, l’obbligatorietà di cancellare il lavoro precario dall’ordinamento legislativo italiano.

Ci eravamo sentiti, visti, e quando non era possibile avevamo chattato tra di noi ed infine avevamo giurato tutti insieme che piuttosto che morire precari (e in miseria) ci saremmo impegnati a portare a termine questo progetto, per quanto difficoltoso fosse, fino a quando le forze ce lo avessero consentito.

Non siamo mai stati ingenui o faciloni. Alcuni di noi avevano già avuto esperienze politiche o sindacali, in svariati schieramenti - e ne sono usciti proprio perché delusi - e sapevano già dall’inizio quanto sarebbe stato difficile, lungo e complesso, riuscire a realizzare questo progetto politico e portare a termine lo scopo che si prefiggeva.

Essendo sprovvisti di mezzi economici e altro ci siamo affidati ad internet e in particolare a Facebook. Grazie al network abbiamo raccolto attorno al nostro progetto di un NUOVO PARTITO CONTRO IL LAVORO PRECARIO (che è il nome FB dei due gruppi che gestiamo) oltre 5.000 persone.

Tra questi 5.000 abbiamo chiesto chi fosse disponibile a diventare nostro attivista sul territorio e a impegnarsi in prima persona, come futuro candidato o altro, promuovendo questo progetto e facendo in modo di diffonderne gli ideali. Dopo un lungo lavoro siamo riusciti a raggiungere la cifra, ad oggi, di circa 160 attivisti sparsi nelle più disparate cittadine italiane.

Si è perciò deciso che sono maturi i tempi per trasformarci da movimento generico ad associazione e dopo un periodo di rodaggio e di promozione, di formare il partito politico vero e proprio (l’associazione nascerà a breve proprio in funzione del partito perché un partito deve necessariamente essere un’associazione). Insieme agli attivisti interessati stiamo infatti vagliando uno statuto e più avanti imposteremo un programma in modo da essere pronti prima delle prossime elezioni nazionali del 2013.

In concomitanza con la creazione dell’associazione organizzeremo un’incontro nazionale tra gli attivisti del movimento, la stampa e tutti coloro che vorranno aggregarsi per conoscerci (e conoscersi) e comprendere meglio tutti i programmi di questo nuovo movimento politico. Questo, se tutto andrà bene, verso fine Giugno o al massimo, a seconda se riusciremo o no a raccogliere i fondi necessari all’evento, verso Settembre.

Oggi i precari in Italia sono stimati a circa 4 milioni di lavoratori. Se sommiamo a questi le loro famiglie e tutti coloro che anche se non precari sono contrari al lavoro precario, possiamo comprendere come questo progetto politico, non ideologico, a cui tutti insieme ci apprestiamo a dare vita, potrà senza ombra di dubbio diventare una delle forze emergenti più consistenti del panorama politico italiano. Una forza politica che, se ci impegniamo seriamente tutti insieme, non solo cancellerà definitivamente il lavoro precario ma si produrrà per riportare la politica al suo valore originario di interesse verso il bene comune.

Aiutateci perciò a crescere e a farci conoscere da tutti i precari italiani. Iscrivetevi come attivisti e agite insieme a noi perché i tempi sono maturi per riprenderci i diritti che gli altri partiti hanno contribuito a cancellare rendendo una generazione schiava e in miseria.

Grazie per l’attenzione

Lo staff di

Aboliamo il lavoro precario

2 commenti:

Cosa può fare un lavoratore precario?