giovedì 23 settembre 2010

IN MORTE DI UN PRECARIO

Pubblichiamo in toto un post di Pietro Ancona inerente la morte di un lavoratore precario. Per conto nostro non ci sentiamo di aggiungere altro.

Lo staff di
Aboliamo il Lavoro Precario

La morte di Norman

Qualche giorno dopo la contestazione dei ragazzi di Torino con lancio di fumogeno a Raffaele Bonanni leader della Cisl ed estensore con altri della legge trenta che traduce in norme l'orribile armamentario di Biagi per ridurre in schiavitù le nuove generazioni di lavoratori precarizzandole e pagandole meno, un bravo giovane palermitano ha deciso di uccidersi lanciandosi dal balcone della facoltà di lettere.

Si chiamava Norman. Aveva tanto sperato di essere assunto dall'Università. Era dottorando in filosofia del linguaggio. Si era laureato con 110 e lode. Il padre, giornalista, funzionario della Regione Siciliana, si era messo in pensione. Un fratello lavorava al 118.Norman aveva 27 anni era fidanzato e faceva anche il bagnino al circolo nautico di Palermo dove guadagnava saltuariamente 25 euro al giorno. Ha capito che non avrebbe avuto il posto al quale sperava e di non avere alternative. Si è stancato di vivere a carico della famiglia e l'ha fatta finita proprio nel luogo dove sperava di lavorare e di costruirsi un futuro. Sarei stato molto più contento se invece che uccidersi avesse lanciato in facciaad un boss del governo o del sindacato un fumogeno o una manciata di monetine, se avesse frequentato un centro sociale, un circolo anarchico, una struttura di resistenza alla emarginazione ed alla disperazione.

Ma Norman era soltanto un buon figlio di famiglia che aspirava ad una vita "normale", ad insegnare filosofia del linguaggio, qualcosa di estremamente specialistico e raffinato. Non aveva scelto una materia per una professione che gli avrebbe procurato molti soldi se usata cinicamente come fanno in tanti specialmente in medicina, gente venale che vive solo per il denaro in un sistema che sembra modellato per loro e che si adatta sempre più a loro. Il padre di Norman commentando la morte del figlio ha detto che è stata un delitto di Stato. Condivido questa affermazione.

L'Italia è diventata un luogo orribile con un Presidente del Consiglio che invita i giovani ad andarsene all'estero. I processi di riproduzione e di mobilità delle classi sociali si sono bloccati, anzi, sono stati bloccati. Oggi i figli stanno tutti peggio dei genitori e sopravvivono con il loro aiuto senza il quale affonderebbero nella miseria. La laurea non è più il passaporto per una vita serena in una classe sociale migliore di quella di provenienza. Non è più un ascensore sociale. Non serve a niente se fuori ti aspetta un posto da precario pagato quasi niente al quaranta per cento in meno del minimo contrattuale e spesso senza nessuno dei diritti goduti da generazioni e generazioni di italiani quali la retribuzione in caso di malattia, le ferie e quanto altro. In meno di un decennio la legge Biagi è riuscita a precarizzare alcuni milioni di persone privandole della speranza di un futuro.

Altro elemento di imbarbarimento della società italiana sono state e sono le privatizzazioni. Queste hanno difatto abolito i concorsi per l'accesso alla pubblica amministrazione che erano la tappa obbligata post diploma o post laurea. I ragazzi partecipavano ad alcuni concorsi fino a quando non ne vincevano uno e si sistemavano. Ora tutti i servizi sono appaltati a privati amici dei politici o prestanome di questi.Se vuoi un posto devi rivolgerti alla persona "giusta" la quale ti farà il favore di farti assumere magari con il quaranta per cento in meno del dovuto di stipendio. Diventerai un invisibile come tantissimi.. Legge Biagi e Privatizzazioni dovrebbero essere due obiettivi della iniziativa sindacale e politica. Ma sindacati e partiti sono stati reclutati tutti da anni dal "pensiero unico". Sono diventati liberisti, alcuni iperliberisti e fanno una lotta politica demagogica ed ignoranteal cosidetto "statalismo". D'Alema ingiunse ai giovani di non aspettarsi il posto fisso. Ebbene posto fisso e statalismo hanno fatto funzionare per anni l'Italia. Hanno creato una società relativamente felice, non angosciata dal futuro, coesa. Il liberismo ha sfasciato tutto ed ha creato enormi squilibri interni corrompendo le parti apicali dell'impiego con stipendisproporzionati rispetto la media delle persone occupate. Oggi managers e dirigenti hanno retribuzioni scandalose in un contesto in cui il 25 per cento delle persone guadagna da 500 a mille euro al mese ed altri addirittura meno di 500 euro.

Questa situazione non potrà reggere a lungo. E' stata aggravata dal progetto di licenziare duecentomila insegnanti. Il Sud che forniva all' Italia la maggior parte dei quadri della pubblica amministrazione e dell'insegnamento a differenza del Nord industrializzato e terziarizzato viene messo in croce. L'incubo della disoccupazione angoscia il ceto medioe lo pone difronte al problema di uno scivolamento verso il basso, verso la povertà. Non c'è speranza che questo Parlamento, questi partiti e questi sindacati affrontino la questione sociale che si è aperta in Italia da un'ottica diversa da quella di Marchionne e della Gelmini. Forse non hanno più neppure le categorie culturali per poterlo fare dopo anni di ammirazione estatica dei neocon, di Reagan, della Thatcher. Non so proprio chipossa recuperare una linea di giustizia sociale sottraendo l'Italia ai pescecani che la stanno divorando come una loro preda.

Il coro ipocrita di riprovazione del gesto di Rubina, l'incitamento alla repressione che viene da tanti ed anche da certi vecchi birbanti fanatizzati dal berlusconismo che gridano al terrorismo, non fanno sperare niente di buono. Questa gente non farà niente e non trarrà alcuna lezione dalla terribile morte di Norman Zarcone. Dalla politica e dal sindacato non ci verrà alcun aiuto. Dovremo sperare nella germinazione di un movimento nuovo di liberazione della società italiana dalla montagna di ingiustizia che la sovrasta.

Pietro Ancona

lunedì 23 agosto 2010

STORIE DI ORDINARIA PRECARIETA'

Riceviamo e pubblichiamo un'email da una nostra sostenitrice. Una storia che in questi tristissimi tempi italiani crediamo possa somigliare a tante altre di disperazione e precarietà che NON si sentono nei nostri telegiornali ma che si possono intravvedere nelle facce di chi oggi non ha più un posto di lavoro o ha solo un lavoro precario a termine.
La nostra ricetta è sempre la stessa: UNIAMOCI per reagire, per diventare forza politica (l'unico modo utile di reazione) e per eliminare il lavoro precario.
Se avete una storia sul precariato potete inviarcela; noi la pubblicheremo. Ma non limitatevi a raccontarcela. Unitevi a noi e lavorate per diffondere il nostro progetto politico. Solo se uniti e in tanti potremo sconfiggere il precariato.

Per unirti a noi clicca qui, e una volta dentro ACCEDI NELL'AREA PUBBLICA e AGGIUNGI i tuoi dati al nostro database. Ti aggiorneremo così sulle nostre iniziative e sul percorso che ci porterà a diventare un vero e proprio partito.

Grazie per l'attenzione
Lo staff di
Aboliamo il Lavoro Precario


Viviamo un momento di estrema precarieta' economica ed occupazionale.
Esiste sopratutto una discriminante anagrafica per chi desidera sfuggire con qualsiasi mezzo
ad un futuro di estrema incertezza,che distrugge alla base la nostra stessa felicita' morale.
Purtroppo,come spesso avviene,anche questo obiettivo,che sarebbe etico e naturale salvaguardare,e' in mano a persone che nel migliore dei casi definirei incompetenti,quando non incuranti di tutto cio' che non sia il loro interesse ed il loro egoismo.
Ho 46 anni,sono single ed ho una figlia a carico,ancora alla scuola elementare.
Da tre anni,a parte quello assicurato da qualche lavoro precario,non ho un reddito fisso,ho fatto molte richieste,tutte inevase.
Quindi mi sono iscritta ad un corso finanziato dalla Regione Lombardia,iniziato a gennaio e finito nella seconda meta' di marzo.
Al termine ,era previsto un percorso di accompagnamento presso una filiale di Obiettivo Lavoro,disgiunto pero'(nota bene) dal corso di formazione stesso,che ho regolarmente terminato,conseguendo il regolare attestato.
Chiaramente,le mie difficolta' economiche mi rendevano estremamente necessario la cosiddetta indennita' di frequenza,che mi sarebbe stata erogata pero' solo dopo 120 giorni,cioe' alla fine di luglio.
Due settimane fa,ho scoperto che ho perso il diritto a ricevere questa somma,perche' il tutor a me assegnato,che fa parte dell' organico dell'agenzia interinale,una filiale di Obiettivo Lavoro ubicata in via Bligny,non ha inviato alla Regione la domanda relativa.
Nessuna spiegazione per questa omissione,che comporta gravi conseguenze solo per me e per mia figlia,ovviamente,a parte un laconico"secondo noi non ne aveva diritto".
Di tale diritto sicuramente ero titolare,visto che ho conseguito l'attestato,come ben sapevano i due tutor che mi hanno seguito,S.C. e la dottoressa I.
L'unica soluzione che mi hanno indicato e' stata di formulare una nuova domanda,ed aspettare a novembre/dicembre i soldi per vivere.
Quesito:perche' l'invio di tale domanda non puo' essere fatto dal diretto interessato?
Non potendo aspettare certamente fino a tale data,ho cercato di contattare la Regione,ma non e' possibile parlare con nessun funzionario preposto,si puo' solo fare reclamo ad un fantomatico "Responsabile",con la speranza che tutto non finisca nel cestino.
Nel concreto,pero',devono comunque passare altri quattro mesi,io con il termine del corso non ho acquisito nessun diritto,vale solo la parola del tutor.
Mi sono presa qualche giorno nella speranza di essere ascoltata da qualcuno.
Stamattina,dopo un'altra telefonata al Servizio Dote Lavoro della Regione,ho scoperto che il tutor,senza interpellarmi,ha mandato una lettera in cui dichiara che ho rinunciato all' indennita' di frequenza.
in questo modo,non solo ho perso definitivamente i miei soldi,ma,come mi ha informato l'operatore,per 12 mesi non potro' frequentare altri corsi finanziati dalla Regione.
Altro quesito:ma per non dichiararmi rinunciataria,non sarebbe stato necessario almeno apporre la mia firma?
L'operatore dice no,la mia firma non e' essenziale.
A me sembra che tutto questo configuri un abuso...ma non mi viene concesso altro che parlare con un operatore che mi dice che loro non possono fare niente,se la richiesta non e' stata inviata sono c..i miei.
Terzo quesito:ma il tutor non ha nessun obbligo di correttezza nei miei confronti?
Puo' agire così,e non subire nessuna sanzione,nessun richiamo?
Se intendete seguire dei corsi di formazioni,guardate bene in quali mani vi mettete.
Qualcuno,favorito da un sistema assurdo,tutto all'italiana,ha manie di onnipotenza.

Cosa può fare un lavoratore precario?