domenica 14 marzo 2010

IL DIO DENARO

Perché le regole che la società moderna si è data in Italia da quando è stata istituita ad oggi si stanno sgretolando come zolle di terra al sole?

Per quale ragione in questa nazione, già provata da un’identità mai realmente raggiunta; da una popolazione mai unita, se non durante una partita di pallone, dallo stesso ideale di Patria; da un’educazione civica e un senso delle Stato pressoché inesistenti; da un sentore di bene comune che non va oltre il proprio pianerottolo; assistiamo oggi allo smembramento del concetto stesso di legge, di regola, di civiltà?

Cosa ha causato l’asservimento dei cittadini italiani a personaggi che altre nazioni non avrebbero accettato nemmeno come clown, tanto risultano imbarazzanti al cospetto pubblico? Come questi personaggi con la loro più che evidente attitudine alla menzogna, al ladrocinio, all’imbroglio, alla prostituzione, alla disonestà, al malaffare sono riusciti a prendere le redini del Paese e a condizionarne la vita per così tanto tempo?

Si potrebbe rimanere a confabulare teorie su teorie; a ricercare spiegazioni partendo dall’Italia medievale e dalle sue mille divisioni e contraddizioni. Potremmo enunciare saggi di storia antica per spiegare l’italico asservimento al potere. La realtà però rimane indiscutibilmente una: l’italiano ama il denaro sopra ogni altra cosa!

Non sono bastati 2000 anni di cristianesimo per far scalzare dal gradino più alto degli dei più amati, il dio più idolatrato dall’italiano medio (nell’accezione pasoliniana del termine), cioè da tutti gli italiani: il dio denaro!

Ed ecco allora spiegato tutto! L’asservimento a ogni malefatta, lo stravolgimento delle regole, l’indifferenza alla continua menzogna, l’accettazione di un comportamento amorale, senza etica e in definitiva estremamente dannoso per il Paese. Giustificate le puttane, (e/o) le minorenni, i ricatti, i furti, le amicizie malavitose, le associazioni a delinquere. Giustificato tutto!

Insomma il dio denaro sopra ogni cosa e chi è riuscito ad accumularne più degli altri, non importa come; amato, invidiato, adulato e osannato per questo. Nella speranza che prima o poi un poco di questo denaro venga dato anche a noi. E non ci interessa se così facendo l’Italia piano, piano sprofonda nel baratro dell’inciviltà. L’importante è che io, singolo, stia bene, alla faccia di tutto il resto della comunità, che sia ben chiaro, se analizzata individualmente, non vede l’ora di fottere tutti gli altri!

E allora non c’è scampo? Siamo destinati all’oscurantismo che avanza? Siamo destinati a vivere in una società sempre più divisa tra ricchi e poveri e soprattutto dove i primi dettano le regole del gioco, tutte a loro vantaggio, e i secondi non vedono l’ora di diventare come i primi?

Oppure c’è ancora una via di salvezza, una via ancora non ricoperta da tutta questa melma che circonda il Paese? Esistono ancora persone capaci di mettere il bene comune sopra ai propri interessi, sapendo che facendo gli interessi della comunità in realtà si fanno anche i propri interessi?

Esistono ancora persone che si accontentano di quello che guadagnano e non aspirano ad accumulare ricchezza, soprattutto a discapito della comunità? Esistono ancora persone capaci di resistere alle tentazioni che il dio denaro può loro procurare? In definitiva esistono persone degne di fare politica e servire il Paese in modo onesto e trasparente?

Noi stiamo cercando quelle persone! Perché il nostro progetto politico è imprescindibile da queste donne e questi uomini onesti (non sentite quanto il suono di questa parola echeggia rivoluzionario oggi?). Perché noi crediamo che esistano ancora in Italia donne e uomini di tal fatta. Perché se non ci fossero, non potremmo costruire il nostro movimento politico.

Un movimento politico che ha come ideale quello di permettere a tutti i lavoratori una vita priva di ricatti e umiliazioni. Di permettere insomma una vita degna di essere vissuta. Ed una cosa del genere è possibile solo eliminando definitivamente il lavoro precario!

Un movimento politico NUOVO, fatto da donne e uomini NUOVI, con un modo di agire completamente NUOVO (se nuovo si può dire pensare agli interessi e alle aspettative della comunità). Un movimento politico che vuole rifondare i diritti dei lavoratori, sempre più attaccati (vedi nuovo ddl sul lavoro) ma nello stesso tempo vuole anche mettere gli imprenditori in condizione di rimanere a produrre in Italia.

Un movimento politico che non avrà come proprio ideale il dio denaro ma sempre e solo gli interessi e lo sviluppo della comunità!

Se qualcuno di voi crede di essere una donna o un uomo del genere, si unisca a noi e combatta con noi per eliminare il lavoro precario in Italia. Vi stiamo aspettando.

Per unirti a noi clicca qui, e una volta dentro ACCEDI NELL'AREA PUBBLICA e AGGIUNGI i tuoi dati al nostro database. Ti aggiorneremo così sulle nostre iniziative e sul percorso che ci porterà a diventare un vero e proprio partito.



Lo staff di
Aboliamo Lavoro Precario

giovedì 11 marzo 2010

LA CGIL RISPONDE (CISL E UIL NO)

Riceviamo e pubblichiamo la risposta della CGIL alle nostre (e sopratutto vostre) numerosissime e-mail):

Egregi signori,

intanto grazie per la mail, che testimonia come la sensibilità verso le tematiche del lavoro e dei suoi diritti non siano assopite come invece si vorrebbe far credere da parte del governo.
La Cgil non ha mai cessato di battersi contro le disposizioni del governo, oggi purtroppo in attesa di essere pubblicate in gazzetta Ufficiale, dopo la definitiva approvazione del Parlamento.

Infatti fummo noi ad organizzare al Cnel nell’autunno 2008 un primo convegno contro le norme sul processo del lavoro, che ebbe l’effetto di ritardare e complicare, quanto meno, il percorso parlamentare della legge. Successivamente, nell’autunno 2009, promuovemmo un’ulteriore iniziativa con la nostra Consulta giuridica, cui seguirono la partecipazione ed il sostegno ad un’iniziativa degli Avvocati Giuslavoristi Italiani, e una raccolta di firme promossa dai migliori giuristi italiani, per finire con un’iniziativa congiunta con l’Associazione Nazionale Magistrati.

Finalmente, grazie alla nostra iniziativa la grande stampa prese coscienza di quanto stava maturando, e Repubblica intitolò sull’articolo 18: da quel momento si squarciò il velo, ma si era, per colpevole inerzia delle forze politiche, giornalistiche e culturali, all’ultimo atto del percorso parlamentare.

Noi, la Cgil, possiamo dire con fierezza e con il conforto di fatti inoppugnabili, che siamo stati i primi, e per molto tempo gli unici, a lanciare l’allarme sui contenuti delle nuove norme, così come ci è capitato spesso, ad es. sul Libro bianco “La vita buona nella società attiva”, pubblicato nel maggio 2009 dal Ministro del lavoro e passato sotto silenzio, ma che contiene gli intendimenti governativi che saranno messi a frutto nelle prossime settimane.

Adesso? Naturalmente utilizzeremo lo sciopero generale del 12 marzo per una denuncia alta e forte dello scempio che ci si accinge a perpetrare delle ragioni del lavoro, ma vi assicuro che serve molto di più di una denuncia:

- occorre informare le persone, cosa non proprio facile visto che la scure si abbatterà soprattutto su chi è alla ricerca del primo impiego;

- impedire la diffusione dei contratti certificati, che vi ricordo sono accordi individuali, per cui si ricade nel punto precedente;

- costruire una vertenzialità diffusa sui contratti con la clausola compromissoria e su quelli certificati, con possibili eccezioni di costituzionalità;

- impedire che la contrattazione collettiva, a qualunque livello, possa introiettare le nuove norme;

- e per finire, riaprire nel nostro paese una battaglia culturale che rilanci i diritti di chi lavora.

Sicuri di avervi al nostro fianco, vi inviamo cordiali saluti

Claudio Treves

Cgil nazionale

Cosa può fare un lavoratore precario?